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Balbuzie è... Balbuzie os...cura Il balbuziente, uno straniero
Le due triadi “inceppate” La balbuzie e le sue stagioni

Balbuzie è...
Opera di Stajkovich

Opera pittorica di Stajkovich, autore contemporaneo,
sul tema delle difficoltà di comunicazione: chi è
“impedito” nella parola dice poco o non dice, ascolta molto
e non ha un buon contatto oculare con l’interlocutore
  Le 10 frasi seguenti sulla balbuzie e sulla persona balbuziente più che definizioni peraltro improbabili per lo stato attuale delle conoscenze – sono delle descrizioni sintetiche “firmate” da studiosi e terapeuti di fama mondiale. Noi, dunque, preferiamo descrivere il fenomeno e lo facciamo attraverso la voce autorevole di grandi nomi, tutti con trascorsi di balbuzie (eccetto J. Marvaud, psichiatra e presidente dell’APB - Association Parole Beguement - Francia).
  Dopo le frasi d’autore abbiamo pensato bene di riportare la “definizione/descrizione” (essenziale) di balbuzie secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la “descrizione” (comprensiva) di Claudio Zmarich del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Padova), l’unico ricercatore italiano del settore.

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Disegno auto-ironico di Lewis Carroll

    
Disegno auto-ironico (?) con cui lo scrittore balbuziente Lewis Carroll, autore di Alice nel paese delle meraviglie, tratteggia la propria maschera, quella che mostra quando parla in pubblico: “Ecco come appaio quando tengo le mie lezioni”


Chi balbetta fatica a generare sia la parola che il silenzio.
J. Marvaud

Il fatto che tu balbetti non significa che sei biologicamente inferiore o più nevrotico di qualsiasi altra persona.
J. Sheehan

Chi balbetta soffre del complesso del “gigante in catene”
J. Sheehan

Tra chi balbetta e il suo interlocutore è come se ci fosse un rinoceronte che entrambi fingono di non vedere.
F. Murray

La balbuzie è tutto ciò che si fa per non balbettare. Essa diminuisce quanto meno si cerca di nasconderla.
W. Johnson

La balbuzie non è qualcosa che succede, ma qualcosa che si fa. È una reazione di fuga anticipata, apprensiva ed ipertonica. È necessario dunque che si eviti di evitare.
W. Johnson

Chi balbetta deve assumersi la responsabilità di fare in modo che gli altri si sentano a loro agio con lui... Con l’aiuto di uno specialista deve affrontare le situazioni temute: ridurre la paura e aumentare il proprio agio, quando si comunica, può essere molto produttivo.
H. Gregory

Sorridi della tua balbuzie e di te stesso. Il miglior umorismo è quello che viene indirizzato verso se stessi.
L. Emerick

La cosa fondamentale che emerge da ricerche cliniche e di laboratorio è che il comportamento chiamato balbuzie è estremamente modificabile. È possibile, per una persona che parla, cambiare drasticamente le cose che fa e che egli chiama balbuzie.
G. F. Johnson

Ricordo bene quale grave balbuziente sono stato. Quando vedo un balbuziente ricordo me stesso, la mia prognosi sfavorevole, la mia debolezza, la mia mancanza di speranza. Vedo in lui forze e risorse che io non avevo.
Se ho potuto fare ciò che ho fatto, allora anche lui può fare lo stesso. Questa mia fede è autentica ed è grazie ad essa che come clinico ho ottenuto dei risultati.
C. Van Riper

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«La balbuzie è un disordine nel ritmo della parola per cui il paziente sa cosa vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono che hanno carattere di involontarietà» (OMS 1977).

«La balbuzie... ha natura intermittente e multidimensionale, poiché appare condizionata da variabili di natura socioculturale, psicologica, fisiologica e genetica, e come tale può essere descritta a molteplici livelli (...).
La definizione e la diagnosi tradizionali di balbuzie si basano sulla rilevazione uditiva e valutazione qualitativa delle disfluenze, che per numero, tipo, durata e posizione sono giudicate anomale e qualificano chi le produce come balbuziente.
Molti studi che seguono questa impostazione si sforzano di individuare i loci dell’enunciato balbettato associati con l’occorrenza delle disfluenze e di spiegare questi pattern distribuzionali invocando le stesse malfunzioni dei processi mentali che nei parlanti normali generano lapsus e disfluenze (...). Il loro difetto principale è l’esclusiva attenzione alle disfluenze, che qualificano il parlato come “discontinuo”.
Ma la fluenza è multidimensionale e un parlato fluente oltre ad essere privo di discontinuità sarà anche prodotto con una scansione ritmica regolare, in modo rapido e senza eccessivo sforzo sia fisico che mentale (...). Infatti è ben conosciuto in letteratura il caso di balbuzienti che non presentano disfluenze (...). Questi soggetti sono affetti da “cover/subperceptual stuttering” e avvertono spesso nel parlare livelli eccessivi di sforzo muscolare e “tensione” cognitiva che possono sfuggire all’occhio e all’orecchio del clinico» (C. Zmarich 1999) - v. pag. 223 del libro LA BALBUZIE di F. Murray (RED Edizioni - Milano 2003), pubblicazione curata dall’Associazione Italiana per la Balbuzie e la Comunicazione (www.balbuzie.it) e il Centro Punto Parola.
     Il... fiume della fluenza
Francesco, 18 anni, disegna la sua balbuzie come
un “parlare sulla corda col rischio di cadere e allo
stesso tempo con la paura-desiderio di finire
nel... fiume della fluenza”
 



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