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Le persone
Piero DErasmo è psicopedagogista esperto in rieducazione della balbuzie, testimone diretto per aver vissuto il problema in prima persona, direttore di Punto Parola, membro dell’IFA (International Fluency Association), consulente dellAIBACOM, Associazione Italiana "Libera la Parola".
Egli vanta unesperienza di circa 30 anni nel settore prima allestero e poi in Italia. In Brasile ha potuto confrontarsi e collaborare con terapeuti e ricercatori universitari di area psicologica e fonoaudiologica. Da sottolineare la costituzione nelle città di S. Paolo e Curitiba di unequipe multidisciplinare (psicologi e fonoaudiologi) e la collaborazione con la Facoltà di Fonoaudiologia dellUniversità Cattolica del Paranà nella persona del suo Preside Júlio Antonio Mesquita Do Nascimento (1975-1981): unesperienza fondamentale anche perché DErasmo muoveva allora i suoi primi passi. Relativamente allesperienza in Brasile è possibile consultare una rassegna stampa e una galleria di immagini. A partire dal 1981, rientrato in Italia, Piero DErasmo ha svolto la propria attività professionale presso lIstituto Villa Benia di Rapallo. Responsabile della filiale romana dellIstituto e di altre sedi periferiche del Centro Sud e delle isole, ha potuto incontrare e seguire numerose persone con balbuzie bambini, adolescenti, adulti che gli hanno consentito di capitalizzare conoscenza ed esperienza in un settore così particolare e complesso. Fin da quegli anni sentiva lesigenza, da un punto di vista metodologico, di integrare e sviluppare. Daltronde la precedente esperienza professionale allestero già lo aveva messo in contatto con diversi altri modi di vedere e di operare. In parte anche allIstituto Villa Benia poté portare il suo contributo per integrare lazione rieducativa, ad esempio con lintroduzione del fotolinguaggio mediante materiali appropriati, della musicoterapia con il coinvolgimento di professionisti specializzati, con una lettura critica delle tecniche fonatorie che non producono automaticamente la fluenza, ma sono invece mediazioni per la fluenza da vestire addosso al singolo balbuziente. Nel 1996 chiude questo ciclo di 16 anni di attività per sua scelta professionale. Anche per questo periodo di attività è possibile consultare una galleria di immagini. Nel 1996 ha dato vita a una realtà il Centro Punto Parola vera e propria rete di servizi professionali alla persona balbuziente sul territorio nazionale, con professionisti quasi tutti con trascorsi di balbuzie. Léquipe di Punto Parola è composta da psicologi, logopedisti, musicoterapisti, (psico)pedagogisti e ciascuno nel suo territorio opera a nome, per conto e seguendo la metodologia del Centro, messa a punto nellarco di molti anni di studio e di lavoro. Una nota di merito: tutti questi professionisti hanno una formazione specifica ricevuta da studiosi e terapeuti come Lena Rustin, Willie Botterill, Frances Cook, Eelco De Geus.
Questo gruppo, che ha come massimo referente scientifico il prof. Frederick Murray, attua un intervento che mira non tanto a combattere la balbuzie quanto piuttosto a facilitare la fluenza e a svilupparla progressivamente. Infatti pretendere di tenere a bada la balbuzie serve solo ad aumentarne la forza e volerla controllare (v. tecniche correttive) equivale a renderla più insidiosa. Chi balbetta sa per esperienza che maggior controllo significa maggiore tensione e alla fine maggiore balbuzie. Lesperienza rieducativa di questo gruppo di lavoro dimostra che anche una persona con balbuzie severa ha una sua fluenza latente che può essere liberata, considerando, certo, le variabili del caso ma nello stesso tempo dando una possibilità (e anche di più) alla vita, sempre imprevedibile. Anche in altri campi ormai si va imponendo questo approccio attivo invece di quello tradizionale reattivo: promuovere e sviluppare la salute piuttosto che combattere la malattia (non si può vivere di emergenze); fare il bene più che evitare il male, come vuole una più sana visione etica dellagire umano. Qui è dunque tutta loriginalità della prospettiva adottata dal gruppo di Punto Parola nella rieducazione della balbuzie. Questa viene attuata secondo un modello olo-dinamico ed integra tecniche fonatorie specifiche di comprovata efficacia (paradossali e prosodiche), intervento psicologico individuale e di gruppo, tecniche di musicoterapia, di rilassamento e di visualizzazione, pedagogia del ‘soffio’, della ‘verticalità’, della ‘proiezione vocale’, lavoro di riflessione guidata per temi e problemi. Tutto ciò viene agito prevalentemente allinterno di un lavoro di piccolo gruppo che segue un percorso strutturato in 4 cicli intensivi e progressivi (programma della zattera, programma dello zaino (1 e 2) e programma della tenda). Il percorso rieducativo ha una flessibilità che è in funzione di persone e gruppi. Infatti esso viene proposto in varie parti d’Italia nella forma residenziale e in quella non residenziale. Una volta concluso il percorso, quasi sempre i gruppi si autocostituiscono come gruppi di self-help aventi per obiettivo il mantenimento della fluenza e la prevenzione secondaria. A questo punto subentra una interazione strategica tra gli esperti del Centro Punto Parola e l’Associazione Italiana per la Balbuzie e la Comunicazione AIBACOM Libera la Parola. Trattasi di una collaborazione rivelatasi utilissima al conseguimento degli obiettivi suddetti. In diverse regioni italiane sono oggi attivi gruppi di auto-aiuto, per i quali è stata elaborata una metodologia specifica. La struttura Punto Parola organizza corsi non residenziali di rieducazione della balbuzie in diverse città presso strutture prestigiose.
I corsi a carattere residenziale invece si tengono in genere in località del Centro Italia scelte in base a criteri di buona funzionalità e facile raggiungibilità. Questanno i corsi si svolgeranno presso Villa Campitelli, Via Sulpicio Galba, 4 - Frascati (Roma). Corso o percorso? Alla pagina dei corsi troverete tutte le notizie che riguardano la rieducazione. Adottiamo il termine corso per comodità di linguaggio, ma la nostra proposta è quella di un percorso che faccia leva su aspettative realistiche di un miglioramento da costruire giorno dopo giorno. È produttivo proprio questo realismo che consente di raggiungere traguardi autentici e duraturi. Alimentare aspettative di tipo magico o miracolistico non solo è improduttivo, ma soprattutto prepara delusioni e frustrazioni per linevitabile insuccesso. Come tragica conseguenza di tutto ciò si abbandona una ricerca seria, basata su strategie e obiettivi credibili. La verità è che si ottengono risultati buoni e duraturi con un lavoro che è tanto più efficace quanto più è paziente e perseverante. |
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