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Il percorso Calendario Consultazioni Seminari
Il percorso
Se dopo il naufragio della parola hai bisogno di migliorare la tua fluenza,
Punto Parola può darti una mano
(foto scattata a New York in occasione del Congresso Mondiale del 1992)


Dall’antico Egitto a... Punto Parola
   Larghissima diffusione ha avuto nell’antico Egitto (XX secolo A.C.) il RACCONTO DEL NAUFRAGO, utilizzato nelle scuole per introdurre l’allievo agli studi letterari.
   Il capitano, dopo il naufragio della sua imbarcazione, viene incoraggiato da un suo marinaio a riferire al re con coraggio: «Parla col cuore e rispondi senza balbettare: la bocca d’un uomo lo può salvare; la sua parola può forzare l’indulgenza». Il capitano, allora: «Amico, non affannarti per me. Chi, al mattino, darebbe dell’acqua a un pollo che prima di mezzogiorno verrà sgozzato?».
   In questo racconto vi è un geroglifico singolare: la ripetizione dei segni del “pane” e del “canneto fiorito al vento” indicano fluenza e ritmo della parola.
   Invece il segno dell’uomo che porta la mano alla bocca indica il parlare.
   Il determinativo “gambe” indica un verbo di movimento che, nel contesto del racconto è esitare, avere imbarazzo, avere impedimento. E quando – come in questo caso – è presente la direzione invertita, significa tornare sui propri passi.
   È la balbuzie più antica di cui si abbia notizia.

  

A ciascuno il proprio naufragio
   A chi balbetta è toccato quello della parola, verificatosi tra i 2 e i 5 anni, come molti ”raccontano”. Da allora la parola “ferita” non cessa di invocare – ora con voce decisa, ora con voce stanca – un approdo.
   Poco importa qui se l’“imbarcazione” presenta già qualche cedimento strutturale o meno.
   La nostra visione antropologica alla base del percorso, oltre che la dimensione esistenziale del “naufragio”, prende in considerazione quella del “viaggio”, che è poi più comprensiva della intera vicenda umana.
   “L’uomo nasce viandante, non lo diventa” (H. D. Thoreau).
   “La vera casa dell’uomo non è una casa, ma la strada e la vita stessa è un viaggio da fare a piedi” (Bruce Chatwin)
   E il poeta Antono Machado scrive: “Viandante, le orme formano / il tuo cammino / e nulla più. / S’apre cammino camminando”.

 
Si informa che il costo del nostro percorso di rieducazione della balbuzie è esente da IVA ed è detraibile dalla denuncia dei redditi in funzione della propria posizione personale.
Per maggiori informazioni contattare la Segreteria.


    Il percorso di rieducazione della balbuzie è articolato attraverso i seguenti moduli:
Programma
della
zattera


(verso l’approdo)
 Obiettivi:
-
sblocco emotivo-verbale dopo il “naufragio” della parola avvenuto nell’infanzia;
-
recupero della fiducia nelle proprie capacità espressive, facilitato dal lavoro di gruppo e individuale e dalle varie tecniche;
-
riduzione della paura di balbettare e dell’ansia sociale.
  Durata: 10 giorni.
 
Potete leggere nella sezione Testimonianze le esperienze di alcuni partecipanti ai corsi.


Programma
dello
zaino 1


(in cammino)
 Obiettivi:
- atteggiamento attivo e creativo nel cammino verso la fluenza;
- passaggio graduale - con l’aiuto di tecniche fonatorie facilitanti - ad una fluenza via via più soddisfacente che implica abilità nel gestire l’ansia da prestazioni verbali più impegnative;
- maggiore plasticità nella vita di relazione.
  Durata: 5 giorni.
 
Programma
dello
zaino 2


(il viaggio)
 Obiettivi:
-
riscoperta della capacità strutturale di aprirsi la strada;
-
miglioramento del controllo della fluenza e ulteriore sviluppo delle proprie competenze comunicative rinforzando il proprio senso di auto-efficacia;
-
vita di relazione quali-quantitativamente appropriata e gratificante.
  Durata: 5 giorni.
 
Programma
della
tenda


(dentro l’avventura)
  Obiettivi:
-
esplorazione di possibilità comunicative più “audaci”, come la dizione, la recitazione, il parlare in pubblico, ecc.;
-
gestione dell’ansia e dello stress propri di situazioni eccezionali con la mediazione di tecniche specifiche.
  Durata: variabile.

Note:
– la “zattera” e lo “zaino 1” sono tappe obbligate;
– lo “zaino 2” è stato pensato per offrire un’ulteriore possibilità di crescita emotiva e verbale;
– il programma della tenda – facoltativo, aperto a tutti e tenuto da esperti dei vari settori – mira al vissuto
   corporeo, parlare in pubblico, riso e autoironia, esperienze di teatro e altro.
– Quest’ultimo programma è complementare rispetto ai primi due ma – a differenza di questi – non ha
   carattere propriamente rieducativo e viene talvolta co-gestito in collaborazione con l’Associazione
   “AIBACOM”.
 



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