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A) Fare domande
Non che non si possono fare in assoluto, ma si tratta di adottare modalità che facilitino la fluenza nel bambino, piuttosto che domandare con modalità ansiogene tali da far sentire il bambino sotto esame.
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B) Fare obbligo al bambino di dire determinate parole/espressioni o di ripetere
Un conto è, per esempio, chiedere qualcosa, altro è indicare con quali parole il bambino deve dire quella cosa.
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C) Fare interruzioni
A nessuno piace essere interrotto. Altro è suggerire al momento opportuno e nel modo opportuno. In questo caso si tratta di ascolto attivo, qualità sopraffina nello scambio comunicativo.
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D) Prestare poca o nessuna attenzione
Questa pressione fa tanto male. Il bambino può sviluppare bassa stima di sé, arrivando a percepirsi un parlatore sbagliato i cui contenuti non suscitano interesse.
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